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LA PSICOLOGA RISPONDE. "Vita frenetica e attacchi di panico. Un legame molto stretto"

Gentile dottoressa buon giorno,
sono un professionista di 43 anni single. Sono una persona da sempre molto ansiosa, agitata che va sempre di fretta. Da un po' di tempo ho
all'improvviso degli attacchi di ansia/panico. 

Ho notato che gli attacchi avvengono all'improvviso e si manifestano con con agitazione, nausea e  mal di pancia ed a volte con leggero senso di sbandamento e tachicardia.

Continuo a fare ciò che devo, ma male. 

Ho notato anche che questa ansia aumenta quando cambio abitudini: 

Se un giorno faccio ciò che ho sempre fatto sto abbastanza bene, ma nel momento che c’è qualche novità o in prossimità di qualche incontro importante spesso "arriva l'ansia".

Cerco di non farmi condizionare anche perché poi l'incontro o la nuova cosa alla fine va bene.
Cerco di non evitare nulla ma temo che la qualità della mia vita a causa di quest'ansia stia peggiorando.

Non prendo e non vorrei prendere alcun medicinale.
Da un paio di mesi  su consiglio del medico di base (che mi aveva suggerito anche prodotti omeopatici) sto prendendo fiori di Bach.

Che consigli mi può dare?

Grazie
Mattia

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Gentile Mattia,
gli attacchi d'ansia/panico sono un campanello d'allarme che ci segnalano un disagio che non riusciamo a vedere in altro modo.
Quindi, in questo senso, sono utili. Utili a fermarsi a riflettere per capire se stiamo chiedendo troppo a noi stessi ed alla nostra vita.

A volte, presi come siamo da ritmi frenetici, non ci accorgiamo che siamo sovraccarichi di stress, tensioni, conflitti, pressioni e aspettative elevate. Non ci prendiamo il giusto tempo per avere cura di noi, riposare, disintossicarci, fare il punto della situazione. 
Rallentare e diventare più consapevoli di noi ci aiuta a non subire gli eventi della vita ma a padroneggiarli attivamente secondo i nostri bisogni e desideri. Forse questo è quello che le manca oggi.

Se la batteria del suo cellulare è scarica lei sicuramente la ricarica così potrà riutilizzare il telefono al meglio. Spesso questo con noi stessi non lo facciamo e andiamo in "tilt".

L'omeopatia, i fiori di Bach o la stessa psicofarmacologia possono essere molto utili per sostenere una fase di disagio acuta ma è comunque necessario fermarsi a riflettere per capire cosa ha portato all'attacco d'ansia, affrontarlo e superarlo

E per fare questo occorre passare attraverso un percorso psicologico con un professionista psicoterapeuta. Con la psicoterapia si possono ottenere ottimi risultati stabili nel tempo.  

Ci pensi e se ha ulteriori domande mi scriva ancora.
Saluti, dott.ssa Katjuscia Manganiello

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                       Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta
 Tel. 349 6347184

Studio di Psicologia e Psicoterapia | via XI febbraio, 63 - 61121 Pesaro (PU)
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