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LO PSICOLOGO RISPONDE: "L'OBESITA'. Chili per nascondere, cibo per riempire.."


Gentile Dottoressa,
come mi capita spesso quando sono stanca e demotivato, navigo in internet del mio studio, cercando qualcosa che non so. Inizio sempre con i siti sulle diete poiché il pensiero del dover
dimagrire assolutamente (peso 94 chili, qualche anno fa ne pesavo 20 di meno) mi accompagna- inutilmente- da mattino a sera, come un’ossessione triste e perfettamente inidonea a mutare di uno spillo le mie errate abitudini . Brevemente, e molto banalmente, mangio per ragioni che con il fatto di mangiare, aver fame o nutrirsi, non hanno nulla a che vedere.
Mangio per tristezza, nervosismo, ansia, solitudine, paura. E mangio anche quando tutto questo per un momento cessa, per festeggiare, per stare in compagnia, per condividere. Insomma, mangio sempre e troppo.
Non sto a raccontarLe gli excursus vari, dalla weight watchers (a 16 anni), alle decine di diete ipocaloriche,  alla PNL, fino da ultimo, a 44 anni, un costosissimo centro benessere e dimagrimento che non dona al mio essere un solo secondo di piacere….
Le diete funzionano tutte, se le fai e finchè le fai.
Ma se torna quel vuoto da colmare, e non hai altro che il cibo per farlo, tornerai grassa sempre, e sempre di più.
Lei allora osserverà che se il piano è psicologico, non è da un dietologo che bisogna andare, ma da uno psicologo.
E io le rispondo che è giusto, che è così, ma che la mia testa è particolare, è veloce nel pensiero, spietatamente dura nel giudizio,  piena in ugual misura di passione, di bisogno di affidarsi e di diffidenza, costruite negli anni.
Sono barricata dentro la mia obesità, infelice ed incapace di andarmene via, anzi, di volare via, leggera e lieve di corpo  e d’anima, come una farfalla.
Delego alla magrezza che non ho quella felicità che non so più generare in me stessa, in alcun modo, se non sporadicamente, inaspettatamente, per caso e fortuito.
A volte il peso di tutto (lavoro, famiglia, me stessa) è tale che mi dico che non posso che essere pesante per non restarne schiacciata.
I margini di manovra, forse ci sono, forse no. Forse devo vivere prigioniera di me stessa e delle mie circostanze, non so.
MA sto invecchiando con questo peso e questa tristezza, con questa fame insaziabile di conforto pace sostegno e progettualità.
Non so che senso abbia questa lettera gettata  nella rete. Forse è essa stessa una rete in un mare immenso, spaventoso eppure affascinante, in un oceano sconfinato di cose possibili, per pescare qualcosa…
La saluto e La ringrazio se ha letto fin qui.
Carla



Gentile Carla,
la sua lettera mi racconta di una vita consumata dal sacrificio, per una dieta, per le incombenze, per un'immagine ma poco per se stessa.
Conosce il suo vuoto, il peso dei chili e dei doveri quotidiani, sa che il suo corpo nasconde se stessa ma allora perchè gettare tutto il suo sapere senza almeno tentare di ritrovarsi?
Il suo obiettivo non è dimagrire ma permettere alle sue emozioni di emergere e raccontare di Carla.
A volte il cambiamento può spaventare, sembra più facile vivere nascosti dietro ai chili in più, piuttosto che mettersi in gioco ma credo che per lei sia arrivato il momento, non aspetti ancora oltre è pronta per iniziare il suo percorso.
Auguri, dott.ssa Katjuscia Manganiello


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Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta 
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