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Psicologia e Depressione. MAL DI VIVERE + TRISTEZZA = DEPRESSIONE? Riconoscerne i sintomi per stare meglio.

Durante il trascorrere della propria esistenza, ogni individuo, sperimenta prima o poi sentimenti di tristezza o difficoltà nell'affrontare i compiti quotidiani di vita. Non sempre però, tali sentimenti sono indice di una depressione vera e propria. Questo perché la vita ci
impegna in compiti complessi che fatichiamo ad accettare e dove spesso abbiamo risorse limitate o insufficienti da impiegare per superare il problema. 

Poniamo l’esempio di tanti lavoratori che con la crisi attuale hanno perso il proprio lavoro. E’ complicato doversi confrontare con una perdita tanto importante che porta con sé conseguenze negative su tanti piani esistenziali: economico, personale, relazionale, etc. Ci sono persone che devono fare i conti con malattie importanti, la morte di una persona cara o l’infertilità o sterilità di coppia e altro ancora. Sono tutte circostanze comuni alla vita ma non per questo facili da vivere.

Di fronte ad eventi tanto significativi ci si può riscoprire fragili, bisognosi di aiuto, frustrati e tristi. L’insieme di questi vissuti può farci sentire “depressi”, soli e con un futuro incerto da fronteggiare. E inizia a nascere il dubbio, in noi o in chi ci sta vicino, di soffrire di una vera e propria depressione.

In alcuni casi è possibile che sia così mentre in altri potremo trovarci in una fase di rallentamento delle attività pratiche e psicologiche a causa di un problema imminente che al momento non sappiamo come gestire; rallentamento, funzionale ad una ripresa vitale successiva.

Nel primo caso, Depressione Maggiore, i sintomi si caratterizzano per l’umore depresso persistente e duraturo e per la perdita di interesse o piacere in tutte o quasi le attività e per buona parte del giorno. Questi due sintomi principali sono accompagnati da altri di tipo psico-fisiologico quali:
-         insonnia (spesso ci si sveglia presto al mattino e non si riesce più a dormire) o ipersonnia;
-         perdita di peso involontaria (in assenza di diete) o aumento significativo di peso;
-         agitazione o rallentamento motorio;
-         astenia (stanchezza, mancanza di energia);
-         difficoltà a concentrarsi;
-         senso di colpa ricorrente;
-         pensieri di morte.
I sintomi presenti devono essere almeno 5 e persistere da almeno 2 settimane.

Nel secondo caso, Depressione Reattiva, non si presenta il quadro precedente ma possono verificarsi alcune delle condizioni sopra menzionate, funzionali ad un evento negativo scatenante, per questo, la tristezza, lo scoraggiamento o l’apatia sono reattivi all'evento stesso.
In questa circostanza, non significa che si soffra di meno ma che esiste un motivo reale e riconosciuto per cui si è in difficoltà. Il raccoglimento personale che ne deriva, causato da sentimenti di tristezza, permette all'individuo di concentrarsi su di sé, pensare alle soluzioni possibili o semplicemente vivere le emozioni che l’evento “luttuoso” suscita. Tutto ciò è utile ad affrontare quello che ci accade piuttosto che a non riconoscerlo e fuggire da esso (prima o poi ci farà visita di nuovo fino a quando non lo avremo fronteggiato), con la probabilità che guardando in faccia al problema potremo poi uscirne fuori più ricchi e consapevoli di prima.

Occorre ricordare che non esiste una chiara linea di demarcazione tra una condizione e l’altra per cui può accadere che da una Depressione Reattiva si possa passare con il tempo e l’intensificarsi dei sintomi ad una Depressione Maggiore. Non trascurare mai i sintomi del “mal di vivere” aiuta a limitare questo rischio. Nel momento in cui ci si trova davanti ad un problema complesso occorre sempre trovare il coraggio e le capacità per chiedere aiuto perché è dall'aiuto che si intraprende la strada verso un maggiore benessere.

I problemi ci mettono alla prova, a volte troviamo in noi i mezzi per conquistarli altre, sono le persone a noi vicine che ci forniscono le risorse necessarie a completare le nostre. In alcuni casi è necessario chiedere aiuto ad un esperto che ci accompagna nel duro percorso di elaborazione e crescita.
  Autore
  
Dott.ssa Katjuscia Manganiello | Psicologa Psicoterapeuta 
Tel. 349 6347184
Studio di Psicologia e Psicoterapia | via XI febbraio, 63 - 61121 Pesaro (PU)
e-mail katja.manga@libero.it
  
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